Come Meta punta a dominare il settore agricolo Indiano


Fonte: https://netzpolitik.org/2022/series-on-digital-colonialism-how-meta-aims-to-dominate-indias-agriculture-sector/

Author: Satyajeet Malik

Tradotto da: Reve


Facebook ha stretto un accordo con la più grande società indiana, Reliance Industries, nel tentativo di monopolizzare l’intera catena di approvigionamento alimentare in India. Questo accordo potrebbe mettere a rischio la sicurezza alimentare di oltre 820 milioni di persone.

Mukesh Ambani è un uomo che un tempo tendeva a essere molto scettico nei confronti delle interferenze straniere nei mercati indiani. La „Colonizzazione dei dati“ è negativa quanto le precedenti forme di colonizzazione, ha dichiarato nel 2018 l’amministratore delegato della più grande società indiana, Reliance Industries. “I dati dell’India devono essere controllati e posseduti dal popolo indiano e non dalle aziende globali”, ha aggiunto sollecitando il governo indiano ad adottare leggi più severe per mantenere i dati locali.

Tuttavia, solo due anni dopo, Reliance Industries ha dato il via libera a un accordo con Facebook, ora noto come Meta, che potrebbe fornire a Facebook l’accesso alle informazioni finanziarie di centinaia di milioni di persone in India. Questa partnership potrebbe anche monopolizzare l’intera catena di approvvigionamento alimentare e mettere a rischio la sicurezza alimentare dell’India.

I due colossi

Reliance Industries è un’azienda radicata nel tessuto indiano. Spesso definita come la Rockefeller indiana, Reliance Industries (RI) gode di monopoli in settori chiave dell’economia indiana. Possiede Reliance Jio, il più grande provider di telecomunicazioni dell’India con quasi 428 milioni di utenti. Reliance JioFibre è il secondo maggior fornitore di servizi Internet a banda larga con 3,71 milioni di clienti.

RI è anche il più grande operatore nel settore della vendita al dettaglio in India, sia analogico che digitale. La piattaforma di vendita online di generi alimentari Reliance JioMart, ad esempio, sta rapidamente diventando un attore chiave in un mercato al dettaglio da 900 miliardi di dollari. RI sta per diventare uno dei principali acquirenti di prodotti agricoli. Ha lanciato l’applicazione JioKrishi, un’applicazione di analisi dei dati che ha lo scopo di aiutare gli agricoltori a ottenere rese agricole più elevate. JioKrishi può essere collegata a JioMart.

Facebook, d’altra parte, sta cercando da tempo di stabilire un punto d’appoggio maggiore in India. Tuttavia, ha dovuto affrontare delle sfide. Non è riuscita a introdurre in India Freebasics, una versione ridotta e gratuita di Internet. WhatsApp, l’app di messaggistica di Facebook, ha 500 milioni di utenti in India. Ha tentato di lanciare WhatsApp Pay, un’applicazione per i pagamenti mobili, ma ha dovuto affrontare diversi ostacoli legali riguardanti la privacy dei dati.

Tuttavia, nell’aprile 2020 Facebook ha acquistato una partecipazione del 9,9% in Reliance Jio per 5,7 miliardi di dollari. Da allora ha ampliato ulteriormente le sue operazioni e il 5 novembre 2020 WhatsApp ha ricevuto l’autorizzazione dalla National Payment Corporation of India (NPCI) a lanciare i suoi sistemi di pagamento in India. WhatsApp pay ha anche integrato Reliance JioMart nel suo sistema, il che significa che i pagamenti possono essere effettuati su JioMart senza lasciare WhatsApp.

Il ruolo dell’India nel piano globale di Facebook

In India, Facebook sta espandendo il suo ruolo ben oltre quello di piattaforma di social media. WhatsApp ha iniziato a fornire prestiti alle imprese in collaborazione con India Infoline Finance Limited (IIFL), una società finanziaria non bancaria. WhatsApp lo definisce uno dei suoi obiettivi principali in India. Gli utenti di WhatsApp possono ora ottenere prestiti aziendali fino a circa 12.300 euro in 5 minuti. La durata del prestito va da 6 a 48 mesi.

L’India non fa eccezione nell’espansione delle operazioni globali di Facebook. L’azienda ha realizzato in autonomia una pesante infrastruttura digitale nei Paesi del Sud globale. La sua applicazione Free Basics – la versione ridotta e gratuita di Internet a marchio Facebook – è attualmente attiva in 29 Paesi africani. Facebook ha presentato 2Africa, un cavo sottomarino lungo 45.000 km in costruzione intorno all’Africa, che collegherà 33 Paesi in Europa, Africa e Asia con la promessa di fornire a questi Paesi una rete internet migliore.

Tuttavia, l’India svolge un ruolo fondamentale nella espansione globale di Facebook. L’India è un importante terreno di sperimentazione per l’azienda. Mark Zuckerberg lo ha ammesso in una conversazione online con Mukesh Ambani, presidente e amministratore delegato di Reliance Industries, in cui ha detto che “in realtà testiamo alcune delle nostre nuove funzionalità qui prima di diffonderle a livello globale”. Vishal Shah, responsabile dei prodotti del nuovo progetto Metaverse di Facebook, ha definito l’India “un mercato chiave” per i prodotti Metaverse. Metaverse è una rete di mondi virtuali 3D incentrati sulla connessione sociale.

Inoltre, Facebook gode già di un’enorme base di utenti in India. Oltre ai 500 milioni di utenti di WhatsApp, Facebook stesso ha 350 milioni di utenti in India, un numero di gran lunga superiore a quello di qualsiasi altro Paese. E se si include anche Instagram, il numero arriva a 1,15 miliardi di utenti in India.

Informazioni finanziarie preziose da sfruttare

La partnership Reliance-Facebook non ha solo aiutato Facebook a prendere piede in India, ma ha gli anche fornito accesso ai dati. L’app JioKrishi, utilizzando i dati dei terreni agricoli, avviserà gli agricoltori sul momento giusto per seminare, irrigare e fertilizzare le colture, che Reliance acquisterà in seguito dall’agricoltore. L’integrazione di JioKrishi con Jio Mart e WhatsApp pay fornirà a Reliance e Facebook informazioni dettagliate su ciò che viene prodotto, sui fattori necessari per produrre e sullo stato finanziario dell’agricoltore.

In una conversazione online con Mark Zuckerberg, Mukesh Ambani ha affermato che la partnership tra WhatsApp Pay e JioMart darà “ai nostri piccoli negozi che esistono nei villaggi e nelle piccole città dell’India, la possibilità di digitalizzarsi e di essere alla pari con chiunque altro nel mondo”. Tuttavia, per ogni transazione effettuata tramite WhatsApp Pay, WhatsApp riceverà preziose informazioni finanziarie sui suoi utenti che potrà condividere con Facebook. Avere accesso a tali informazioni finanziarie metterebbe WhatsApp in condizione di concedere prestiti estrattivi [?] con interessi elevati.

Mukesh Ambani ha inoltre affermato che la loro partnership “dimostrerà che è ottima per l’India, gli indiani e le piccole imprese indiane”. Tuttavia, il monopolio sul settore alimentare, sul mercato al dettaglio e sulla distribuzione al dettaglio aiuterebbe Reliance a stabilire i prezzi nell’intera catena di approvvigionamento alimentare. Questa partnership mette Reliance e Facebook in una posizione in cui possono usare i loro prestiti e il possibile potere monopolistico per aiutare a mantenere concorrenti, fornitori e acquirenti asserviti al potere di determinazione dei prezzi di Reliance.

Un “controllo a 360 gradi”

Le possibilità di sfruttare ulteriormente questi dati sembrano infinite. Reliance può utilizzare questa serie di dati sulle finanze degli agricoltori per assicurarsi che gli input agricoli che l’azienda aiuta a produrre, come i trattori, vengano venduti al prezzo più alto possibile. WhatsApp potrebbe fornire prestiti elevati agli agricoltori per coprire il costo di tali fattori produttivi. “È un controllo a 360 gradi“, ha dichiarato Parminder Jeet Singh, direttore esecutivo di IT for Change, un’organizzazione no-profit indiana che si occupa di diritti umani.

Prabir Purkayastha, caporedattore di Newsclick, un’organizzazione giornalistica indipendente, afferma che il messaggio che Reliance sta inviando al mondo è: “Unitevi a noi e vi faremo vincere, ma sotto la nostra bandiera“. Il fatto di appoggiarsi a Reliance consentirebbe a Facebook di sfruttare la sua profonda presenza nei mercati indiani e di effettuare l’estrazione di dati. Lavorare con Facebook permetterebbe invece a Reliance di utilizzare le capacità di analisi sui dati di Facebook. Insieme, monopolizzerebbero ampie fasce del mercato indiano, dai sistemi di pagamento mobile al settore della vendita al dettaglio, dalle informazioni sugli utenti alla decisione su ciò che gli agricoltori producono, comprano e vendono, e potenzialmente l’intera catena di approvvigionamento alimentare.

La sicurezza alimentare dell’India a rischio

Non è un fenomeno nuovo che le aziende tecnologiche occidentali entrino nei mercati del Sud globale ed estraggano valori senza curarsi delle conseguenze sulle società locali. Alcuni studiosi inquadrano questa pratica comune come colonialismo digitale – e Facebook è un nome che ricorre spesso.

Per esempio, Facebook ha introdotto in Africa la sua applicazione Freebasics, che è vista in gran parte come un tentativo di monopolizzare l’uso di Internet in Africa. Quando Freebasics è fallito in India, dopo che le autorità indiane di regolamentazione delle telecomunicazioni gli hanno negato l’autorizzazione, Marc Andreessen, membro del consiglio di amministrazione di Facebook e venture capitalist, ha scritto su Twitter per criticare la posizione “anticoloniale” dell’India nei confronti di Facebook: “L’anticolonialismo è stato economicamente catastrofico per il popolo indiano per decenni. Perché fermarsi ora?”. In seguito ha cancellato il post dopo il ritorno di fiamma sui social media.

In Brasile, Facebook e WhatsApp hanno creato una tale dipendenza che le interruzioni di Facebook in Brasile causano disagi non solo negli spazi privati, ma anche nel settore pubblico. In India, invece, l’ingresso di Facebook mette a rischio anche la sicurezza alimentare del Paese.

L’accordo Facebook-Reliance segna un cambiamento sostanziale nella struttura dell’approvvigionamento alimentare indiano. Attualmente, lo Stato indiano acquista la maggior parte del cibo prodotto dai contadini con un prezzo minimo garantito agli agricoltori e lo vende ai poveri del Paese a un prezzo molto basso attraverso un sistema chiamato sistema di distribuzione pubblica. Più di 800 milioni di persone in India dipendono da questo sistema.

La più grande protesta della storia

Tuttavia, il governo indiano sta lavorando per de-regolamentare completamente il settore agricolo, consentendo agli investitori privati di acquistare direttamente dagli agricoltori con prezzi stabiliti dalle corporazioni private. Commentando la privatizzazione del settore agricolo e il suo effetto sul sistema di distribuzione pubblico, Inderjit Singh, un attivista agricolo indiano, ha dichiarato in un’intervista a Jungewelt: “La sicurezza alimentare della fascia povera è in serio pericolo”, poiché la popolazione povera del Paese non sarà in grado di acquistare i cereali a un prezzo stabilito da una società privata.

However, the Indian Government is working on completely de-regulating the agricultural sector allowing for private players to buy directly from farmers at a price that the private corporation would set. Commenting on the privatization of the agriculture sector and its effect on the public distribution system, Inderjit Singh, a farmer activist from India in an interview to Jungewelt said: „The food security of the poor section is in very serious jeopardy“ as the poor people of the country would not be able to buy food grains at a price set by a private corporation.

Questo ha portato a quella che molti osservatori definiscono la più grande protesta della storia mondiale, che ha coinvolto 250 milioni di persone tra cui gli agricoltori indiani. Gli agricoltori hanno bruciato le schede SIM di Reliance Jio in segno di protesta e hanno attaccato le torri di telecomunicazione di proprietà di Reliance Jio. Il timore di atti di vandalismo ha portato Reliance a chiudere molti dei suoi negozi al dettaglio, con un costo di milioni.

Facebook ha persino oscurato le pagine che protestavano contro il piano del governo indiano per l’ingresso di operatori privati, azione che ha portato a proteste davanti alla sede di Facebook a Menlo Park. Facebook ha ripristinato la pagina, ma non ha commentato il motivo della rimozione. In un comunicato ha affermato che: “Abbiamo ripristinato la pagina FB del Kisan Ekta Morcha (Fronte unito degli agricoltori) e ci rammarichiamo per il disagio causato”.

Alla fine gli agricoltori sono riusciti a costringere il governo indiano a ritirare il suo piano di privatizzazione completa del settore agricolo indiano. Ma rimane il timore che il governo tenti nuovamente di attuare il suo piano di privatizzazione una volta che la rabbia contro di esso si sarà placata.